EDILIZIA
Il JEC e la capsula, a Chicago idee antiterremoto
Il modulo, ideato dall'ingegnere Gatto, viene realizzato in materiale composito in collaborazione con il gruppo italiano Carbopress/Acs

JEC Magazine, la rivista del JEC Composites, ha dedicato ampio spazio, nel numero distribuito in occasione della fiera tenutasi a Chicago, al brevetto SHELLIFE (Il Guscio per la vita), messo a punto dall’ingegnere Matteo Gatto.

Il brevetto, già rilasciato in Italia e a livello internazionale, riguarda la realizzazione di un modulo protettivo in grado di ospitare (per ciascuna capsula) fino a 4 persone (2 adulti e 2 bambini) e di essere collocato sia in edifici multipiano di nuova costruzione sia per equipaggiare edifici multipiano già esistenti.

L'obiettivo è di proteggere, durante un evento sismico (per esempio, il crollo della struttura) la vita delle persone ospitate al proprio interno e mantenerle in vita fino all’arrivo delle squadre di salvataggio.

Il modulo può essere inserito all’interno di una normale abitazione (ufficio o altro ambiente), senza alterarne in misura significativa la destinazione d’uso, la funzionalità e l’estetica, anzi diventando esso stesso elemento d’arredo.

La struttura della capsula è stata preventivamente sottoposta a test virtuali (crash-test) al fine di definire le caratteristiche migliori che la stessa deve possedere per proteggere gli “ospiti” durante l’evento sismico. Si è proceduto infatti ad effettuare simulazioni sia dinamiche (CAE Analysis - applicate all’intera capsula del tipo utilizzato per la progettazione dei gusci di protezione dei piloti F1) sia statiche (applicate a campioni di pannellatura in laboratorio), le quali hanno fornito indicazioni che hanno permesso un’ottimale configurazione della matematica finale della capsula protettiva.

Il modulo viene realizzato in materiale composito di ultimissima generazione, in collaborazione con il gruppo italiano Carbopress/Acs, ed in particolare integralmente in fibra di carbonio o combinazione modello “sandwich” di fibra di carbonio e altri materiali con elevata resistenza meccanica alle sollecitazioni cui è sottoposto.

All’interno della capsula è prevista la sistemazione di un impianto di pressurizzazione e ricambio aria da inserire sulla parte alta della stessa cellula. La configurazione che si sta “costruendo” attorno al brevetto potrebbe consentire un notevole sviluppo di questo settore, ad oggi poco conosciuto ma di notevole attualità. Ed ancor di più se si considera che i bacini d’utenza ed i mercati ai quali sono destinati le tecnologie ed i servizi innovativi per la produzione di sistemi per la salvaguardia delle persone in caso di calamità naturali sono potenzialmente di tipo globale. 

 

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