SUPERCAR
Porsche aggiunge nuovi capitoli alla storia della fibra di carbonio
Con la 911 GT3 RS si è alleggerito di molto il peso del veicolo utilizzando CFRP per cofani, spoiler e ali

Porsche aumenta il numero di modelli di auto con parti in carbonio. Oltre al 919 Hybrid - è stata la stessa società ad annunciarlo di recente -, si è diminuito di molto il peso della 911 GT3 RS, vettura sportiva da strada, utilizzando CFRP per produrre i cofani, lo spoiler posteriore e le ali.  E la 918 Spyder utilizza un telaio  che è realizzato interamente in fibra di carbonio e ha una monoscocca in CFRP.

Tuttavia, per i volumi di produzione più grandi, la vettura leggera del futuro presumibilmente richiederà un intelligente mix di materiali di alluminio e acciaio integrati da parti in magnesio e materiali polimerici rinforzati con fibre quali CFRP. In particolare tali metodi di costruzione ibrida - che combinano i vantaggi di metalli e materiali compositi polimerici rinforzati con fibre - hanno un elevato potenziale in termini economici per la progettazione leggera, soprattutto a medi e grandi volumi di produzione.Proseguendo in questa direzione, Porsche aggiungerà di sicuro nuovi capitoli alla storia della fibra di carbonio.

L’utilizzo di CFRP - come ricorda Porsche in un comunicato recente - è nato nel settore aerospaziale. A partire dagli anni 1950, le fibre di carbonio sono state tessute in strisce, imbevute di resina e trasformate in parti stampate molto forti e leggeri. Nel settore automobilistico, il materiale fa la sua comparsa la prima volta nel 1990. Nel 1998, il 911 GT1 è diventato il primo modello Porsche sportivo con un telaio in fibra di carbonio. I progettisti riuscirono a togliere ben 50 chilogrammi di peso rispetto alla vettura precedente. Il primo modello da strada in fibra di carbonio è arrivato cinque anni più tardi con una sportiva d’eccezione: la Carrera GT.

Ma nonostante le sue eccellenti proprietà, il trionfo della fibra di carbonio è stato in gran parte limitato al dominio delle vetture supersportive con volumi di produzione inferiori. La semplice ragione: i costi delle parti CRFP sono ancora molto elevati rispetto a parti metalliche per gli stessi volumi di produzione.

La chiave per ridurre i costi e rendere i materiali CFRP adeguati alla produzione su larga scala è di accorciare i tempi di produzione con resine a indurimento veloce o sistemi a matrice termoplastica.
 

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